martedì 17 gennaio 2017

The beginning of the end

L'inizio della fine.
22 dicembre 2016.
Camminata per sentieri nei boschi di Santa Sofia.
8 ore di trekking, strepitoso emozionante e magico.
Il rientro a casa, un passo falso, nel buio della mulattiera che porta al mulino e il ginocchio
mi duole all'improvviso. Fa male. Iniziano i guai.


23 dicembre 2016
Si parte per Fermo, ennesima data del tour CAN'T STOP THE ROCK, dei The  ROCK'N'ROLL KAMIKAZES, band di cui mi occupo del merchandise durante i concerti.
Serata stupenda con rientro dopo il concerto, arriviamo in drittissima a Cattolica, dove chiudo gli occhi alle 7 e 22 del mattino. 

24 dicembre 2016.
Il ginocchio continua a far male, alle 12 breve visita per Cattolica con l'amico Eugenio e poi
si torna a Santa Sofia, al Mulino. Rientro lungo. Arriviamo per le 19, e ci fermiamo a cenare a La Fiaschetteria, locale ultra consigliato a pochi passi dal centro di Santa Sofia, in direzione Ridracoli.
Dopo acer cenato, conosco un ragazzo del posto e passiamo la serata a conversare. Chiudo gli occhi quando sono le 3 e 33 della notte. Al mulino fanno 7 gradi all'interno e 85% di umidità. Buonanotte.


25 dicembre 2016.
Sonno, stanchezza, natale in solitaria al Mulino. Partenza per la prima data con il nuovo tour dei NOBRAINO, al Vidia Club a Cesena. Perdo il primo bus delle 13 e torno a fare pranzo alla Fiaschetteria, banchettando tra varie cene di natale in famiglia. Freddo fuori, caldo dentro. Stanchezza.
Riprendo il bus alle 18, arrivo a cesena alle 20, cena con i NOBRAINO al ristorante e ci fiondiamo al locale per il concerto e la serata. Il fonico sta decisamente male, febbre, e probabilmente in quello scambio di parole mi offre il suo virus che nei giorni seguenti sarà molto compromettente per il mio benessere.
Si finisce tardi, e finisco nella solita camera d'hotel dopo concerto a Forlì.
Chiudo gli occhi alle ore 3:40
Direi buona la prima, iniziata ufficialmente la mia avventura con i NOBRAINO.






26 dicembre 2016
Rientro al mulino. Abbiamo due giorni di pausa e poi il 28 si riparte in tour fino al 1 gennaio.
Il ginocchio inizia a far male seriamente. Mi sveglio alle 8 del mattino e inizio il lungo rientro.
Pausa pranzo da amici e poi bus fino a Santa Sofia. Inizio a sentire un malanno ai bronchi.
Guai in arrivo 2. La vita al mulino e' già dura in salute, figuriamoci  con un ginocchio dolente e la bronchite.

27 dicembre 2016
Legna, pulizie di casa, lavoro di stampa, lavoro di network marketing, legna, dolore, freddo, e nuova consapevolezza, nuovi insegnamenti, tante avventure tutte utili. Alla sera, belle chiacchiere davanti al caminetto con due amici che mi sono venuti a trovare. Da tempo faccio finta di non accorgermi che  di legna ne sta andando via moltissima, troppa...
La notte passa in fretta, la febbre di colpo sale e mi trovo a passare una brutta nottata, anzi poche ore visto che la partenza domani per il nuovo tour e' alle 6 del mattino dal mulino.


28 dicembre 2016.
La notte e' stata dura al mulino, grande febbre 38.5°, grande dolore ai bronchi e al ginocchio destro.
Sono le 5 e siamo ancora svegli. Ultima doccia calda e si va. Apro il portone di casa alle 6:15, e fuori il BUIO. Non vedo nemmeno le mie scarpe. Usciamo.
Arrivati al ponte, sentiamo rumori nel bosco. C'è qualcosa che si muove, più di qualcosa. Sbattendo i piedi sul ponte e urlando in qualche modo allontaniamo eventuali pericoli. Nessuna paura dei lupi, ma dei cinghiali abbastanza. Soprattutto al buio totale nel bosco. Esco finalmente dal bosco e dalla mulattiera e mi avvio a piedi nell'oscurità del mattino.
Trovo autostop da un signore che sembra appena uscito da Twin Peaks, e prendo il bus delle 6.50 a Santa Sofia. Sbarco al campo Mutoid, Mutonia per le 10 e finalmente riposo un oretta nella Roulotte Deluxe di Andy McFarlane (The Rock'n'Roll Kamikazes). Ore 11: salgo al volante del furgone e si parte per Bari. Arriviamo a Bari per le 19 e nevica, fa freddo. Giorni prima dicono ha fatto grandine.
Prima serata, primo concerto a Bari, poi si va a dormire a casa di amici a Cassano delle Murge.
Giorno dopo dayoff, posso riposare. Wow.

29 dicembre 2016.
Giornata libera. Oggi la passo steso sul letto, con impacchi di sale grosso per curare la bronchite aspettando che la febbre scenda. Ancora 38°, e non mangio praticamente nulla, per cercare di far passare il processo in fretta. Grandi sudate, grandi docce. Gli altri banchettano e si rilassano. Giornata di assoluto riposo e recupero delle forze.

30 dicembre 2016.
Si riparte. Stasera concerto vicino a Bari, a Ruvo di Puglia al Bar Scarlatti. Fa freddo. il ginocchio duole sempre più, la febbre non scende. Seratona e super concerto. Per quanto indebolito recupero energie mentali grazie alla bella serata e alla bella gente. Andiamo a dormire al B&B, la notte sudo, entro in doccia, l'acqua calda non va, crisi.
Poi riesco a far partire la gioia del calore, doccia e nanna. Domani ci aspetta  un lungo viaggio da Bari a Avellino. Adoro stare con i The Rock'n'Roll Kamikazes!

31 dicembre 2016.
Si parte presto, il viaggio è lungo. La febbre non scende. Arriviamo ad Avellino, col buio,
per il soundcheck. Stasera THE ROCK'N'ROLL KAMIKAZES live per il capodanno d'Arezzo e a seguire djset Boosta (Subsonica). Super serata, super concerto, migliaia di persone, ma tanto e immensamente tanto freddo. 8 ore a -4°, deleterio. Inizio a sentirmi davvero spacciato.
La salute sembra allontanarsi e la fame mi e' ormai passata. Dopo gli auguri della mezzanotte e i soliti rituali post-concerto ce ne andiamo in Hotel a finire questa intensa giornata. E' arrivato il nuovo anno.
E con il nuovo anno una nuova consapevolezza, e una nuova felicità che passa attraverso la purificazione e quindi il dolore. Infiniti maestri, infinite situazioni maestre, infiniti segnali, basta coglierli. Grazie.



01 Gennaio 2017.
Si parte con calma dopo pranzo, ma non arriviamo in tempo per il mio rientro prima del buio al mulino e decido di dormire di nuovo a Mutonia, Sant'Arcangelo di Romagna. Stasera roulotte del Peppe ( batterista The Rock'n'Roll Kamikazes). Sudo ancora, tutte le notti praticamente dal 28 a questa parte. Ricambio finito. Attendo Andy al mattino con una maglia pulita, non umida del mio sudore. Mi vesto, Mi accompagna in stazione e via si rientra al mulino. Inizia a essere estenuante questo continuo avanti e indietro dal mulino al mondo intero. Inizio a scoraggiarmi anche per via della legna. Ho paura non basti. Anzi, ne sono sicuro. Il ginocchio duole, la neve e' vicina. La bronchite presente. Guai. Rientro in casa stremato e scoppio in una crisi di pianto. 
In casa  1° e 95% di Umidità. Avanti con legna e camino, ma mi scordo di non avere un accendino.
Si ritorna verso il vicinato, al buio a chiedere un accendino in prestito. Tutto va a gonfie vele.
Rientro e accendo il fuoco. Wow.
Tempo un ora e decido di abbandonare il mulino. definitivamente. 40 quintali di legna in un mese sono troppi, da solo, con tutti i miei impegni da portare avanti. Mia figlia mi manca da morire, sono quasi due mesi che non la vedo, sto per impazzire. La rabbia iniziale e' scesa, la salute anche. Occorre una scelta immediata. Scelgo di spostarmi in un'altra casa, nell'entroterra riminese, a Montefiore Conca, in una posto chiamato La Pedrosa, esperimento di autoproduzione, ecosostenibilità, autosufficienza, e condivisione. Così per essere più comodo per le partenze del tour con i NOBRAINO, dalla vicina Riccione, e sono a solo due ore da mia figlia!!!!
 Scelta obbligatoria.
Ormai sfioro i 50 chilogrammi di peso. La febbre sembra essere passata. Resta una grande bronchite. Avanti col rimedio di sale grosso caldo.
555. Grandi cambiamenti in arrivo. 
Il viaggio continua...


VIVERE IN VIAGGIO E' UN ATTO D'AMORE.













lunedì 26 dicembre 2016

Al Mulino.

La musica dell'acqua che scorre nel fiume, il canto inedito di alcuni uccelli nel bosco, il fumo che esce dal camino, il Sole che illumina la parete di roccia, l'aria pregna di energia, densa, umida ma calda. Il fresco risveglio del mattino, il profumo di cenere e brace nell'aria, le mani secche dal lavoro con la legna, il calore del fuoco, la gioia di un bel momento.
Attimi, eterni, indelebili, e centinaia di riflessioni.
Nulla e' per caso. Tutto serve. Il maestro e' dentro di noi. Un ponte verso la Libertà, un oasi protetta, di pace e armonia. Un luogo sacro, magico. Carico di storia.
Gli alberi ti parlano, raccontano storie curiose, boschi con tappeti di foglie nere, e tramonti epocali, epici, emozionanti, sfumature di rosa nel legno, riflesso dalle nuvole nel cielo della sera.
Poi, si chiudono le porte. Il buio fa il suo arrivo.
Ci si rinchiude al Mulino, nel nostro guscio di protezione.
Grazie

I LOVE MY LIFE

 





mercoledì 21 dicembre 2016

Solstizio d'Inverno al Mulino.

La vita senza pause al Mulino e i miei, sempre più in crescita, impegni lavorativi, tengono la mia mente a bada. La lontananza da mia figlia e' qualcosa che mi lacera dentro, mi scava. E' più di un mese ormai che non ho il suo contatto di persona.
Sono passati già 17 giorni dall'inizio di questa esperienza di vita.
Giornate piene, ricche di emozioni, di illuminazioni.
Ci si sveglia col fresco e a volte il gelo del mattino dopo nottate lunghissime  lavorando al PC.
Parte la musica in bagno, si puliscono, sistemano e si fanno ripartire i camini, si esce a far legna o a spedire pacchi in paese e fare provviste. Spesso si vive il bosco, il fiume, si respira energia pura.
Così fino a quando cala il buio.
Poi dalle 17 circa, si sta dentro, in casa, davanti al fuoco. E si lavora duro, on-line, e su se stessi.
Mentre i due fuochi scandiscono il tempo, il mio non tempo, non più Tempo.
Abitare da soli, nel bosco, cambia le percezioni, un'altra dimensione.
La prima visita e' stata domenica scorsa, di pomeriggio,  una ragazza che gestisce un rifugio qui in zona. E' passata a conoscermi.
Chiacchiere, progetti, collaborazioni per valorizzare il territorio e  godere delle sue risorse.
Alla sera la seconda visita, due amici dell'altra vallata, quella del Savio. Prima serata ufficiale tra amici al Mulino.  E poi il giorno dopo, un inizio settimana ricco di imprevisti: rimanere senza accendino, senza acqua in casa (il tubo che pesca dal fiume  ha ghiacciato, -4°) e aver appuntamento con degli amici per un pranzo rilassante.
Invece dopo mille lavori, corse, e intoppi, tutto e' stato sistemato con un bel risotto allo zafferano e finocchio alle 5 di sera.
Alcuni attimi "di società" vissuti andando a Forlì e Cesena per fare acquisti, e il resto sempre e solo Mulino e ancora Mulino. Venerdì 16, siamo usciti completamente dal nostro guscio di protezione nel bosco. Dal silenzio delle vallate a Milano ore 17, tangenziale ovest. In tour con la band che seguo, i The Rock'n'Roll Kamikazes, la mia seconda famiglia ormai. La nebbia, l'odore marcio nell'aria, le energie basse dei posti. Quanto distacco dalla natura. Mi sembra quasi di impazzire  vedendo tutte quelle auto una sull'altra in preda a chi arriva primo, in una strada colma e senza vie di fuga, grigia, senza anima. Flussi di luci rosse a destra, bianche a sinistra, pazzi a piedi a fare jogging nella smog city all'ora di punta del traffico cittadino. Serata ovviamente stupenda per quanto riguarda la musica e le emozioni che questi ragazzi mi danno ogni volta quando suonano. E poi l'Hotel, i termosifoni a palla come in tutte le abitazioni di Milano, consumi forzati, sentirsi impacciati. Il bosco chiama sempre, bramo il Mulino. E il rientro uscendo dalle nebbie del nord, tra canzoni e discorsi e tante risate.
E poi come sempre inevitabilmente tutti i giorni legna, legna e ancora legna, fino a oggi, 21 dicembre, solstizio d'Inverno, tempo di forti decisioni, di scelte. Comprendere che forse era l'Ego a cercare l'Illuminazione, e quindi imparare a trascendere le emozioni, dominare la mente.Il bosco insegna, alberi come maestri, e il flusso continuo inevitabile dell'acqua come quello dell'Essere.
L'illuminazione e' dentro di noi, e sempre presente, se non ci facciamo distrarre dalla mente che mente.
Siamo Maestri.

Luna ti penso sempre.


La melodia di oggi.





















Lupi

Voci di corridoio dicono che in zona sono presenti moltissimi Lupi.
Li sto aspettando, nel bosco.
L'altra mattina, facendo autostop verso il paese, mi ha dato un passaggio un ragazzo
che lavora qui in zona e mi ha detto che e' stato investito un lupo, con un auto, non molto distante
da qui. Infatti nel pomeriggio la triste conferma della notizia:
http://www.forlitoday.it/cronaca/recuperata-carcassa-lupo-morto-investito-civitella.html

Pace a te amico Lupo.
Io continuo ad attendere il nostro "incontro" nel bosco.




martedì 20 dicembre 2016

Camminare, nel bosco.



Talpe. Simboli.


Segnali di passaggio...simboli


My God is the Sun.

Lungo il sentiero.


Il silenzio e il rumore dei passi.


Percorsi di Luce.

Pietra.




La vallata.

Armonia di forme e geometrie.

Ombra e Luce.

Dall'alto.



Una grande vecchia amica Quercia.
Un abbraccio, tanta saggezza.








Vecchio cimitero.


Arrivo a Santa Sofia



Camminare, sorgente di idee e di creatività.
Camminare nel bosco in connessione con il Tutto.
Respirare il silenzio, la purezza dell' Aria.
I colori magici dell' Autunno.
Incantevole visione.
Grazie.